LA BIRRA FA BENE?

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Ho parlato qualche volta delle proprietà benefiche del vino. Infatti una ricerca ha dimostrato che anche se in Italia e in Francia si consumano molti grassi saturi con le infinite varietà di formaggio, l’incidenza di malattie cardiovascolari è minore che negli Stati Uniti, e questo grazie al consumo (moderato) di vino. Il vino contiene antiossidanti e altre sostanze che migliorano il metabolismo dei grassi.

E la birra?

Il vino ha il suo fascino, nel suo bicchiere ampio, attraverso il quale osservare il colore, gli archetti, la consistenza, sentire gli effluvi e poi sentire il sapore ad accarezzarti la bocca…

Ma anche una birra fresca in una giornata rovente o mentre assapori una pizza è un piccolo piacere della vita, no?

Vediamo se anche sul piano nutrizionale la birra sa difendersi.

Comincio col dire che questa bevanda è molto antica, risale addirittura ai tempi dei babilonesi. Se continua a rallegrare le nostre tavole, un motivo ci deve essere. Per prima cosa è buona, giusto?
Credo di aver imparato ad apprezzare il suo sapore abbastanza tardi. Ricordo quando i miei genitori me l’hanno fatta provare, considerandomi abbastanza grande per fare questo passo. Da una parte era una bella sensazione “sentirmi grande” e vedere che anche i miei genitori mi vedevano così, ma la birra aveva SCHIUMA ed era AMARA!!! Non capivo perché la bevessero, ma non volevo neanche guastare la festa…
Ancora non mi piace la schiuma, ma sembra che protegga la birra dall’ossidazione e aiuti a mantenere più a lungo il suo aroma. Una bella schiuma “folta” sembra sia indice di qualità e di freschezza.
Gli ingredienti principali con cui è fatta la birra sono il malto, il luppolo e il lievito.
Il malto costituisce almeno il 60% e in generale è d’orzo, ma può anche essere di un altro cereali, come il frumento o il mais.

L’orzo contiene un amido in forma di cristalli, perciò non è immediatamente disponibile per la fermentazione. È necessario trasformarlo in malto, per convertirlo in zuccheri solubili.
I chicchi vengono messi in acqua per circa 48 ore, cambiandola a intervalli regolari, finché si reidratano. Vengono poi stesi in luogo asciutto e lasciati germinare. La germinazione si interrompe in modo che il maltosio non venga consumato e poi i germogli vengono tostati nel forno. La tostatura è più o meno intensa e dal miscuglio delle varie tostature si determina il colore più chiaro o più scuro della birra o il suo sapore.
Nella fase successiva l’orzo germinato e tostato viene macinato e mescolato con acqua pura, formando il mosto. Poi viene portato a ebollizione e filtrato. Si aggiunge poi il luppolo, si fa raffreddare e si mette a fermentare. Si aggiunge il lievito, che trasforma il maltosio in alcol etilico e anidride carbonica (che rimane nel composto, essendo in contenitori chiusi). Il tipo di lievito determina il tipo di birra: a bassa o alta fermentazione. Dopo la fermentazione la birra viene lasciata riposare in contenitori speciali.
In base alla composizione, compresa l’acqua con cui viene fatta, la birra contiene vitamine e sali minerali come calcio, potassio, fosforo etc. E’ povera di sodio e ha un effetto diuretico.
Il luppolo è una pianta che cresce spontaneamente al nord, ama i luoghi ombreggiati, umidi e il terreno fertile. Le piante sono femminili e maschili e per fare la birra si usano quelle femminili, perché sono ricche di ghiandole resinose, che secretano sostanze amare, ricche di oli essenziali.
Il luppolo è della famiglia delle cannabaceae, la stessa della Cannabis sativa. Infatti ha proprietà sedative e analgesiche. Contiene principi attivi come umulone, lupulone, acidi fenolici, tra cui acido caffeico e acido clorogenico.

Il luppolo contiene flavonoidi, xantumolo, con un sapore particolare che serve per aromatizzare la birra. In più ha delle spiccate proprietà antiossidanti e inibisce la proliferazione delle cellule tumorali di alcuni tipi di cancro. La luppolina, molto amara, ha effetti sedativi. Quindi più è ricca di luppolo, più la birra ha proprietà antiossidanti. Tuttavia ricordiamoci che contiene alcol ed è bene consumarla con moderazione.
Come il vino, il luppolo contiene tannini, molecole che interagiscono con le proteine, specialmente con quelle delle membrane, diminuendone la permeabilità. Per questo può essere usato nella cura dei disturbi a livello gastro-intestinale. I tannini creano un film protettivo sulla pelle in grado di proteggerla dalle sostanze inquinanti o dalla disidratazione.
L’infuso di luppolo si usa per trattare la pelle secca, i dolori muscolari o le infiammazioni.

Come con qualsiasi trattamento a base di piante, bisogna evitare di usare i prodotti a base di luppolo in gravidanza o se si stanno facendo cure ormonali, se si prendono psicofarmaci, barbiturici etc., perché potrebbe esserci interferenza e modificare l’efficacia dei farmaci.
Oltre che per il suo sapore gradevole, la birra viene usata anche per la preparazione di alcune pietanze.
Se la carne viene lasciata macerare nella birra, sembra che non sviluppi più le sostanze nocive quando viene grigliata.
Anche il “pollo alla birra” è molto conosciuto: si fa un soffritto di cipolla, carota e sedano, si aggiunge il pollo a pezzi e si fa insaporire. Si copre di birra e si fa cuocere per mezz’ora con il coperchio, poi si toglie il coperchio e si continua la cottura fino al completo assorbimento del liquido. Si aggiusta di sale e pepe e si serve ben caldo.

A quanto pare, un bel bicchiere di birra ogni tanto può darci dei benefici!

Segui Tania Ansaldi:

Come quasi tutte le donne ho sperimentato per anni ogni tipo di dieta e intruglio per dimagrire, patendo molta fame. Ultimamente é cambiato qualcosa nella conoscenza e nella percezione del nostro organismo, e una sana dieta é diventato sinonimo di alimentazione salutare, per vivere meglio, che dura tutta la vita e che limita le nostre privazioni. Mangiare sano e fare un moderato esercizio fisico aiuta a vivere meglio. Mi sono appassionata a questi argomenti, e più li conoscevo, più mi accorgevo che c’era molto altro da scoprire, fino a quando mi sono resa conto che tutte le informazioni che mi hanno aiutata a conoscermi meglio potevano essere utili anche ad altri, e le racconto su questo blog.

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